La siccità Siciliana rappresenta le conseguenze del cambiamento climatico e il controllo mafioso, nell’ottobre del 2023 è stato il mese più asciutto e caldo della Sicilia. Questa situazione è peggiorata negli ultimi 10 anni, si sente la mancanza di piogge che rappresenta un pericolo per gli agricoltori che non riescono a sostenere il raccolto e l’allevamento, così che per varie situazioni lo stato d’emergenza si è attivato il 09 febbraio del 2024 per la Crisi idrica.
Questa mancanza d’acqua è dovuta al controllo mafioso delle dighe, che decidono a chi dare l’acqua e chi no può averla. Questo bene è gestito dai privati viene anche considerato come l’oro blu, controllando l’acqua si riesce ad avere un grande potere. C’è anche da tenere in considerazione la perdita d’acqua per la mala gestione delle infrastrutture.
Il lago di Rosamarina è stato prosciugato si stima che un terzo dell’isola sarà desertico nel 2030.
Nell’agricoltura troviamo contadini che sono in difficoltà perché un terzo del raccolto non è andato a buon fine, perché hanno bisogno di tanti litri d’acqua al giorno. Quando non riescono ad avere tutta l’acqua che hanno bisogno sono costretti ad attingere acqua da vecchi pozzi di campagna oppure acquistare l’acqua da gente mafiosa. Pozzi che si sono riempiti dalle vecchie piogge degli anni precedenti. Dal 1968 al 1973 c’è un aumento di 1400 pozzi che appartengono a privati.

l’acqua non arriva alla maggior parte delle persone e quindi vengono fornite dagli acquedotti. Una delle città più colpite è Caltanissetta, che la popolazione è costretta a lavarsi con pochissima acqua e anche a riciclare quello che hanno, questo genera una situazione di instabilità che c’è chi scende in piazza a protestare per la mancanza d’acqua. Che dietro a tutto questo c’è una situazione politica e mafiosa gestita male.
C’è da domandarsi come si potrà evolvere col passare del tempo, ma la possibile soluzione sarebbe che chi ha il potere possa creare nuove dighe così da togliere il potere alle mafie e distribuire l’acqua a contadini e cittadini, bisogna avere il coraggio per affrontare questa situazione e restare uniti per essere più forti della mafia, come in passato certe persone hanno tirato fuori il tema della gestione delle dighe e pozzi e sono state eliminate. La mafia non vuole permettere di costruire nuove dighe perché così l’acqua riesce a essere più esclusiva, ma non bisogna pensare ai soldi in questo caso, sapendo che si tratta di una risorsa importante per tutti quanti, che dovrebbe essere un bene pubblico.
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