di Laura Tussi

Al fine di impostare un ‘dialogo’ non certo costruttivo, ma sedicente tale, con il G7 è stato organizzato un organismo di “rappresentanza della società civile globale”, denominato C7. In contrasto, vari rappresentanti del mondo del pacifismo e del movimento ecologista e ecopacifista hanno scritto una lettera collettiva dove sono ampliamenti criticati e contestati i metodi poco trasparenti o meglio per nulla limpidi con cui si è mosso questo organismo in confronto con il G7, ossia il C7, che propone i contenuti della “proposta costruttiva” al G7 fondato su una macabra e terrificante economia di guerra.

La necessità di un fronte ampio pacifista e anche nonviolento in opposizione alla propaganda guerresca e alla mentalità militarista
Tramite un dialogo e un confronto politico e dialettico autentico e inclusivo tra varie parti e partiti che sono in modo vero e autentico contro la guerra e contro l’invio di armi nei paesi belligeranti è necessario fare emergere e valorizzare la fondamentale ricchezza e creatività del dialogo per la pace. Una conversazione aperta a più attori sociali della cittadinanza attiva e civile per sviluppare vari contenuti di idee contro i conflitti armati e in contrasto con tutte le guerre in atto imposte dalle superpotenze e dalla Nato e dagli Stati Uniti. Un movimento pacifista unitario e anche, perché no, partitico e di ampio raggio e vasta intesa di vedute che abbia le sue fondamenta nella società civile pacifista e solidale.

Una lettera collettiva dei nomi più celebri del pacifismo contro il costrutto ‘diabolico’ del vertice G7
La lettera collettiva del movimento pacifista e ecopacifista si dichiara contraria ai metodi del C7 e con preoccupazione e rammarico, si rivolge al coordinamento di associazioni C7, che ha il proposito poco trasparente di rappresentare la società civile e tutta la cittadinanza attiva per la pace al G7. Nella lettera di contrasto ai potenti del mondo e a chi è in dialogo con loro, il movimento pacifista e i suoi più fulgidi esponenti dichiarano e sostengono che questo coordinamento C7, che si confronta con il G7, non risulta affatto rappresentativo dell’impegno contro la guerra e non si fa promotore contestualmente delle idee e delle istanze ideali della società civile e della cittadinanza attiva che si impegna e si sacrifica e si spende anche con la tipica scarsità di mezzi e risorse per la pace e i diritti umani globali e universali.

La necessità di non delegittimare tutte le realtà della società civile a favore del bene e della pace
I nostri veri pacifisti nella lettera dichiarano: “Riteniamo che la sua pretesa di rappresentanza dell’intero panorama del movimento ecopacifista e solidale di fronte al raduno delle grandi potenze mondiali rischi di produrre una involontaria delegittimazione di quelle realtà che vogliono invece criticare alla radice il G7 come centro del potere economico e militare occidentale”.

Il C7 omette il forte contrasto del mondo pacifista contro l’invio di armi in Ucraina e in Israele
Infatti il movimento degli autentici pacifisti risulta fortemente perplesso e attonito rispetto e nei confronti delle dichiarazioni testuali elaborate da questo coordinamento C7 e per l’impostazione e la struttura marginale e superficiale con cui vengono trattate le tematiche del contrasto alla guerra e dell’attivismo per il disarmo, “omettendo il forte dissenso dei pacifisti contro l’invio di armi in Israele e Ucraina”.

Una lettera collettiva dei pacifisti, trasparente, onesta e limpida contro i fautori delle guerre
Questo confronto con le potenze del G7 è stato privo di un processo partecipativo aperto e trasparente e chiarificatore rispetto ai temi della pace in tutti i suoi risvolti e nella sua complessità e assolutamente non rispecchia la molteplicità di voci e le diverse istanze che compongono la società civile e la partecipazione popolare dal basso di matrice pacifista.
“Il documento del C7 è volutamente non conflittuale con il G7 e infatti auspica un ‘dialogo costruttivo’” sostengono i promotori della lettera collettiva.

Per evitare illusioni distorte della realtà imposte dai fautori della guerra
Attendersi che, consegnando un documento “costruttivo”, i G7 promuovano la pace e il disarmo è una autentica illusione distorta e non attendibile e di scarsa fiducia e sicurezza, una autentica discrasia di impostazione di pensiero e di intelletto. Queste potenze possono fomentare una situazione in cui tutta l’umanità nel suo complesso si troverà sul crinale del baratro militare e dell’escalation nucleare della terza guerra mondiale.

Una lettera per dare voce e coraggio alla sincera volontà pacifista che parte dal popolo e dagli ‘artigiani della pace’
Con questa lettera collettiva del pacifismo si vuole dare voce e coraggio e intensità alla sentita e sincera volontà popolare che vuole contestare radicalmente e risolutivamente e in modalità nonviolenta le politiche di riarmo e guerrafondaie che impongono in modo antidemocratico le guerre tramite il pensiero neoliberista che oggi incarna la volontà del suprematismo di matrice fascista e del fascismo tout court, dell’odio, della xenofobia, della violenza e sostanzialmente di un futuro irrimediabilmente prossimo di guerra, di massacri, stragi, terrorismo.

Una lettera collettiva per contrastare il clima di odio e violenza che ci vuole portare all’escalation nucleare
Con questa lettera collettiva dai contenuti dialetticamente pacifisti si vuole contestare in modo convinto e vero una escalation scellerata che spingerà l’umanità verso l’ultima guerra mondiale: la guerra nucleare che secondo il “Bulletin of Atomic Scientists” non è mai stata così vicina e prossima nella storia del genere umano, nemmeno negli anni della guerra fredda.

Il G7 è un sistema retrivo e reazionario e non può sussistere un ‘dialogo costruttivo’ con questa realtà verticistica

E’ assurdo confidare in un “dialogo costruttivo” con il G7 che è precisamente e senza mezzi termini un sistema reazionario e retrivo che vuole depistare e distogliere e dislocare l’attenzione e la concentrazione della società civile dalla pericolosa deriva militarista e bellicista e guerrafondaia di estremo riarmo, con un piano spaventoso militarista verso la rincorsa agli armamenti anche nucleari di cui si fa promotore il G7, a cui va pertanto tolto ogni affidamento e affidabilità di azione e di sostegno.
“Il G7 è la controparte, pericolosa e foriera di guerra ancora peggiore, non il partner con cui dialogare. Il G7 è sostanzialmente la Nato allargata fino al Giappone in funzione anti-Cina”.

L’organizzazione del C7 che vuole dialogare con il G7 non può e non deve rappresentare l’intera società civile
Inoltre è da respingere la posizione per cui un gruppo di associazioni possa avere la facoltà di rappresentare l’intera società civile. Riteniamo che la ricerca di un dialogo velleitario con il G7 possa mettere in ombra e persino in cattiva luce i movimenti pacifisti e nonviolenti di base che si impegnano nell’attivismo per la pace e a favore della giustizia sociale, a cui guardano tanti giovani per trovare risposte alla loro rabbia e al loro sentito e chiaro dissenso e volontà di ribellione allo status quo.

Laura Tussi


Lettera collettiva 8 giugno 2024

“Come raccomandare le pecore al lupo”

Per “dialogare” con i G7 è stato creato un organismo di “rappresentanza della società civile globale”, denominato C7. In questa lettera sono criticati sia il metodo con cui si è mosso il C7 sia i contenuti della “proposta costruttiva” al G7.

Con preoccupazione e rammarico, ci rivolgiamo al coordinamento di associazioni C7, che si propone di rappresentare la società civile al G7. Riteniamo che questo coordinamento non riesca ad essere rappresentativo dell’impegno e delle idee della società civile che lotta per la pace e i diritti globali. Riteniamo che la sua pretesa di rappresentanza dell’intero panorama del movimento ecopacifista e solidale di fronte al raduno delle grandi potenze mondiali rischi di produrre una involontaria delegittimazione di quelle realtà che vogliono invece criticare alla radice il G7 come centro del potere economico e militare occidentale.

Siamo fortemente perplessi nei confronti del testo elaborato da questo coordinamento e per l’impostazione superficiale con cui vengono trattate le tematiche della lotta alla guerra e del disarmo, omettendo il forte dissenso dei pacifisti contro l’invio di armi in Israele e Ucraina.

La sua stesura è stata priva di un processo partecipativo aperto e trasparente, non rispecchia la molteplicità di voci e le diverse istanze che compongono la società civile.

Il documento del C7 è volutamente non conflittuale con il G7 e infatti auspica un “dialogo costruttivo”.

Attendersi che, consegnando un documento “costruttivo”, i G7 promuovano la pace e il disarmo è come raccomandare le pecore al lupo.

Con questa lettera vogliamo dare voce alla forte volontà popolare di contestazione radicale nonviolenta alle politiche di riarmo e di guerra, vogliamo contestare senza mezzi termini una escalation scellerata che spinge l’umanità verso l’ultima guerra mondiale: la guerra nucleare che a detta del “Bulletin of Atomic Scientists” non è mai stata così vicina, nemmeno negli anni della guerra fredda.

Riteniamo che confidare in un “dialogo costruttivo” con il G7 sia un modo per depistare l’attenzione dalla pericolosa deriva militarista e bellicista di cui si fa promotore il G7, a cui va pertanto tolto ogni affidamento. Il G7 è la controparte, per di più pericolosa e foriera di guerra ancora peggiore, non il partner con cui dialogare. Il G7 è sostanzialmente la Nato allargata fino al Giappone in funzione anti-Cina.

E’ da respingere l’idea che un gruppo di associazioni possa avere la capacità di rappresentare l’intera società civile.

Riteniamo che la ricerca di un dialogo velleitario con il G7 possa mettere in ombra i movimenti di base che si battono per la pace e la giustizia, a cui guardano tanti giovani per trovare risposte alla loro rabbia.

Solo attraverso un dialogo autentico e inclusivo si può fare emergere la ricchezza di idee della società civile pacifista e solidale.

Primi firmatari

Domenico Gallo
Carlo Gubitosa
Francesco Iannuzzelli
Alessandro Marescotti
Elio Pagani
Peppe Sini
Alex Zanotelli

Hanno aderito alla lettera: Vittorio Agnoletto, Gianni Alioti, Franco Borghi, Patrick Boylan, Antonio Bruno, Marinella Correggia, Fabrizio Cracolici, Adriana De Mitri, Franco Dinelli, Paolo Ferrero, Fulvia Gravame, Salvatore Izzo, Moni Ovadia, Laura Tussi.
(Continua la raccolta di adesioni)

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