Foto di Paolo Bassani

Nel corso della nostra vita abbiamo subito delle ingiustizie, persone che hanno manipolato le regole per ottenere ciò che vogliono. Loro hanno costretto i nostri cittadini a vivere nel terrore così che essi obbedissero alla paura. Loro sono quelli che uccidevano persone innocenti per coprire le loro tracce, Loro possono avere del potere ma non speranza o un cuore. Loro muoiono come noi, questo significa che tutto ha una fine.

Il giorno 23 maggio, giornata del ricordo della strage di Capaci e di Giovanni Falcone, un altro giorno di lotta perché vogliamo un futuro migliore per i nostri successori.
Giovanni Falcone era un magistrato italiano noto per la sua lotta contro la mafia siciliana. Nato a Palermo nel 1939, ha guidato indagini di grande rilievo che hanno portato alla condanna di numerosi mafiosi. Il suo lavoro culminò nel Maxiprocesso di Palermo, il più grande processo mai celebrato contro Cosa Nostra.
Falcone è stato assassinato dalla mafia il 23 maggio 1992, in un attentato noto come la strage di Capaci. La sua vita e il suo impegno rappresentano un simbolo della lotta contro il crimine organizzato in Italia. 

Per questo motivo, dopo 32 anni, gli studenti di Palermo sono scesi in piazza, per ricordare all’Italia che saremo noi a dare speranza. Saremo noi quelli che si prenderanno la responsabilità di educare i nostri successori. Saremo noi il futuro che vogliamo! non quello che vogliono i mafiosi. 

 Foto di Paolo Bassani
Foto di Paolo Bassani

Siamo andati di fronte all’Albero Falcone per far vedere la nostra presenza, il nostro coraggio e la nostra forza. Che ci domandiamo quanti minuti di silenzio serviranno per far capire al nostro popolo che LA MAFIA NON LA VOGLIAMO! che non ci faremo manipolare e non riusciranno a fermarci. Perché noi lottiamo con il cuore non per l’interesse di pochi mafiosi!

Pensiamo al nostro futuro perché saremo noi a rimanere tra qualche anno sul nostro pianeta e non vogliamo trovarci in un mondo pieno di caos e ingiustizia. La paura non ci farà arrendere, questa paura è ciò che ci motiverà per alzarci e lottare! perché fino a quando non sconfiggeremo la mafia, NOI NON MOLLEREMO!

Penserete che le cose non potranno cambiare, certi perdono la speranza e altri si arrendono. Questo non significa che saremo presenti per darti una mano a rialzarti e farti vedere che piccoli passi possono sconfiggere un gigante se lottiamo tutti insieme.

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al nostro corteo, come Nino Morana che dopo la scomparsa di suo nonno Vincenzo Agostino, continua a lottare insieme a noi! per chiedere giustizia! come ha fatto e insegnato suo nonno a lui.
La nostra voce arriverà a tutti, voce di chi vede e agisce, perché sa che quello di cui si sta trattando sono vite umane non numeri.

Noi! non vogliamo la guerra, perché siamo cresciuti insieme agli altri e riusciamo a conviverci, siamo come una famiglia, di sangue o non di sangue ma di cuore. Questo significa che il vostro odio razziale e le vostre paure sono le vostre paranoie, perché se non riuscite a conviverci con delle persone normali DOVETE FARVI DUE, MA DUE DOMANDE.

Con questo vi saluto i miei cari lettori e ricordati che NOI NON MOLLIAMO.

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Di Alberto Ostaiza

Sono un ragazzo visionario, Membro di Hubzine Italia e Attivamente. Su Hubzine Italia cerco di offrire un punto di vista originale e indipendente su quello che penso. Il mio obiettivo è che le persone in futuro possano godere la libertà di vivere e usare le loro menti creative, perché non c'è cosa più bella di usare il nostro cervello.

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