Dopo un giorno di riposo per negoziatori e società civile in seguito alla chiusura dei lavori degli organi sussidiari della Convenzione Quadro (SBI/SBSTA) ed un’intensa prima settimana di negoziati ed iniziative, riapre la Conferenza delle Parti. A 120 ore dalla deadline finale per consegnare un testo che possa rispondere all’impellente bisogno di un’eliminazione delle fonti fossili dai mix energetici globali nelle prossime decadi, le delegazioni sono chiamate a rispondere alle pressioni della società civile sui negoziati ancora aperti, tra i quali spiccano per importanza tanto geopolitica quanto istituzionale il Global Stocktake (GST), il Global Goal on Adaptation (GGA) ed il Sharm el-Sheikh Mitigation ambition and implementation Work Programme (MWP).

Day 14: The Endgame – Terzo Atto

00:30 GST – Trapelata una nuova bozza di Global Stocktake. Il Segretariato: “Non è un documento ufficiale”

Dopo una giornata di silenzio stampa, senza nuovi bozze negoziali o testi da considerare, è stato circolato una bozza del testo del Global Stocktake per vie informali tra gli osservatori e i negoziatori.

Si parla del famoso aggiornamento promesso dalla Presidenza per le ore 18:00 GST del 12 Dicembre che però non ha mai visto la luce.

L’Osservatorio Parigi sta correntemente corroborando la legittimità del documento.

[Storia in aggiornamento]

Giacomo Di Capua

In corrispondenza da Dubai (EAU)

Day 13: The Endgame – Secondo Atto

09:15 GST – Amb. Majid Al Suwaidi, Direttore Generale COP28: “Volevamo innescare delle conversazioni… ed è successo”

©COP28 UAE, via Twitter

Un’ora dopo il limite temporale inizialmente posto dal Presidente della COP28, Sultan al-Jaber, delle ore 11:00 (locali) del 12 dicembre, il Direttore Generale di questa sessione della COP ha affrontato la questione del testo sul Global Stocktake rilasciato proprio dalla Presidenza nella giornata di ieri – un testo che ha lasciato perplessi molti e preoccupati molti altri.

Nella retorica delle dichiarazioni dell’Ambasciatore Majid Al Suwaidi inizia a delinearsi una forte linea di separazione su quelle che dovrebbero essere le metriche di successo per questa Conferenza. “Il nostro approccio è sempre stato su due filoni. Il primo è stato guidato dalla Presidenza, ed era quello dell’Action Agenda. […] Questo filone è stato un successo”, ha affermato il Direttore Generale richamando inoltre i punti fermi della strategia di comunicazione della Presidenza emiratina: finanzia mobilizzata, numero di dichiarazioni d’intenti (i c.d. esiti ‘non negoziati’) e l’istituzionalizzazione del fondo Loss & Damage.

“La seconda linea d’azione sarebbe sempre stata la più difficile, perchè quella è guidata dalle Parti. […] Questo è un processo di consensus.” Nella logica dell’intervento della Presidenza, l’intento della bozza di GST era quella di costituire un “punto di partenza per le discussioni” e di “far venire le Parti […] con queste red lines” (NdR: lemma tecnico per ‘punti non negoziabili’).

Il livello d’ambizione è dunque delegato nelle mani delle Parti, benchè il testo della Presidenza – come già sottolineato – non si avvicini, per ora, ad un territorio di compromesso per gli Stati contraenti della Convenzione.
“L’ultimo testo è stato veramente deludente”, ha commentato Roberta Boscolo, Climate Lead all’Organizzazione Mondiale della Metereologia (WMO).

In questo complesso scenario, questa mossa – “rischiosa”, secondo Thomas Evans (Policy Advisor, E3G), perchè istigatrice di una veemente risposta tra le Parti che ha portato ad una netta polarizzazione sulle red lines oltrepassate nel testo della Presidenza nelle ultime ore di questa Conferenza – potrebbe complicare ulteriormente il delicatissimo equilibro dello sforzo multilaterale verso il raggiungimento di un consensus non solo sul testo del Global Stocktake, ma anche sugli altri tavoli aperti quali quelli del Mitigation Work Programme e del Just Transition Programme.

Saranno le prossime 24 ore a determinare il successo od il fallimento della strategia negoziale emiratina. Intanto, la comunità internazionale aspetta col fiato sospeso la nuova iterazione del testo.

Giacomo Di Capua

In corrispondenza da Dubai (EAU)

Day 12: The Endgame – Primo Atto

16:30 GST – Global Stocktake: il nuovo testo è arrivato, cosí come l’indignazione internazionale

Una provocazione. Questa è l’unica definizione che può confarsi al nuovo testo presentato dalla presidenza COP28 durante il pomeriggio dell’ultimo giorno formale di negoziati.

Nel testo sul quale si sta catalizzando l’attenzione della comunità internazionale, tra lo stallo dei negoziati sui meccanismi di scambio dei crediti di carbone ed il silenzio stampa su quelli del Mitigation Work Programme, la nuova bozza esclude la possibilitità di un “phase out” – l’eliminazione graduale delle fonti energetiche fossili, la cui combustione è il responsabile primario dei cambiamenti climatici – riconoscendo invece “il bisogno per una profonda, rapida e sostenuta riduzione delle emissioni di gas serra” e “chiamando le Parti a prendere iniziativa che potrebbe ncludere, inter alia” la triplicazione della capacità di energia rinnovabile e la duplicazione dell’efficienza energetica e la rapida riduzione graduale delle emissioni “unabated” (ovvero non ridotte mediante uso di tecnologie quali cattura e stoccaggio) dalla combusione del carbone.

Mentre ministri della coalizione AOSIS – di 39 stati insulari – ribadiscono una fermezza a “non esser venut per firmare la propria sentenza capitale” a questa COP28 in concerto con gruppi tra i quali l’UE (il Ministro irlandese Eamon Ryan ha parlato della possibilità di “walk away” – andarsene da tavoli negoziali qualora l’ambizione di questo testo non fosse radicalmente risollevata), la società civile attende con preoccupazione e trepidazione i prossimi passi di questa tesissima giornata.

“Questo è fin dove posso arrivare: le mie porte sono aperte”, ha concluso al-Jaber nella Plenaria di oggi a poche ore dalla presentazione del testo. Starà alle Parti decidere in che modo approcciare queste prossime ore in maniera strategica per riuscire ad evitare una debacle internazionale che potrebbe scuotere il sistema delle COP nella loro essenza, in un periodo di tangibile crisi di legittimità di questo spazio multilaterale.

Giacomo Di Capua

In corrispondenza da Dubai (EAU)

11:45 GST – António Guterres, Segretario Generale ONU: “Bisogna combinare le ambizioni”

Con un messaggio apparentemente più solido di Stiell, Guterrez ha iniziato la sua dichiarazione alla stampa internazonale sottolieneando la necessità di uscire dalla COP28 con un un piano credibile e ambizioso. Preme che i prossimi due anni siano cruciali per stabilire un piano finanziario che guardi oltre 2025 considerato gli effetti del cambiamento climatico, tutti paesi devono portare avanti degli NDC che porti avanti chiaramente gli obiettivi per il clima.

Questi obiettivi che non possono risolvere la problematica “in una notte” possano riconoscere le responsabilità diverse e collettive dove anche la crescita di capitale veda anche una riforma del modello aziendale dove il supporto diretto a finanziamenti privati possa ulteriormente sostenere gli obiettivi per il clima. Sottolinea l’importanza del consenso per il nuovo quadro per l’adattamento con una serie di obiettivi misurabili per un’azione adeguata.

Asia Guerreschi

In corrispondenza da Dubai (EAU)

09:15 GST – Simon Stiell, Segretario Esecutivo UNFCCC: L’opportunità per aprire “un nuovo capitolo” nella diplomazia climatica

Siamo nelle ultime 48 ore alla fine dei tempi regolamentari di questa 28a sessione della COP. Il nuovo testo sul GST, atteso da osservatori e negoziatori per le prime ore di questa mattina, non è ancora arrivato.

Con le prospettive di una fine di Conferenza in linea con i piani del Presidente al-Jaber (ovvero, entro domani alle 11:00 GST) che sembrano progressivamente implausibili, il Segretario Esecutivo del Segretariato UNFCCC si è rivolto alla stampa internazionale. “Il livello più alto di ambizione è possibile su entrambi”: mitigazione e strumenti per supportarla. Questo è stato il monito con il quale il Segretario legge lo stato attuale dei negoziati.

E rivolto agli Stati Membri: “Esorto i negoziatori a rifiutare l’incrementalismo. Ogni passo indietro rispetto alla massima ambizione costerà innumerevoli milioni di vite, non nel prossimo ciclo politico o economico, di cui dovranno occuparsi i futuri leader, ma proprio ora, in ogni Paese.”

Mentre gli analisti (vedasi l’aggiornamento di ieri) indicano che un esito comprensivo di linguaggi sull’obiettivo di Parigi degli 1.5ºC di riscaldamento globale sembri star scomparendo progressivamente, Stiell ha ribadito la centralità di questo obiettivo negli attuali negoziati sul clima: “La scienza è la spina dorsale dell’Accordo di Parigi, soprattutto quando si tratta degli obiettivi di temperatura mondiale e del limite planetario di 1,5.”

Giacomo Di Capua

In corrispondenza da Dubai (EAU)

Day 11: Cibo, Agricoltura e Sistemi Acquatici

17:45 GST – Si conclude il primo “Consiglio” della COP28: “Ipocrisia, falsità e ingiustizia”

Si è appena conclusa la prima iterazione del ‘Majlid’ intergovernativo convocato dalla Presidenza emiratina per cercare di rompere gli stalli che sono emersi soprattutto negli ultimi due giorni di negoziati sui testi chiave di questa sessione negoziale. In una sessione di confronto ministeriale tra i gruppi negoziali, si è parlato di temi ampi quali giustizia, equità, ambizione e necessità di rispettare i vincoli legali stabiliti a Parigi nel 2015.

La delegazione colombiana ha richiamato le Parti ad uscire dall’ottica dei negoziati tecnici: “questo è il momento della politica” è stato il monito della capodelegazione colombiana sulla necessità di identificare degli scenari di transizione economica che sottendano alle logiche di giustizia ed equità.

La delegazione di Tuvalu, prendendo parola a nome del gruppo SIDS (Small Islands and Developing States), ha sottolineato un “consensus emergente” sul tema dell’eliminazione graduale dei combustibili fossili, ribadendo inoltre quanto già affermato in riapertura dei negoziati di questa seconda settimana: “Tuvalu ed il gruppo SIDS non possono accettare compromessi sui combustibili fossili”.

Tra gli interventi di notevole verve retorica si annovera quello della Bolivia, intervenuta a nome del gruppo Least Developed Countries (LDC). “Ipocrisia, bugie e ingiustizia hanno caratterizzato i negoziati sul clima”: l’accusa della delegazione boliviana, rivolta soprattutto a paesi che continuano ad espandere i progetti Oil & Gas a livello nazionale ed internazionale quali Stati Uniti, Australia, Canada e Norvegia, riprende un punto chiave all’interno dei negoziati di Dubai, quello della mancanza di fiducia tra le Parti.

Giacomo Di Capua

In corrispondenza da Dubai (EAU)

14:45 GST – Analisti E3G: “Abbiamo bisogno di un chiaro segnale per l’eliminazione delle fonti fossili a questa COP”

Diritti riservati © Osservatorio Parigi 2023.

Gli analisti di E3G hanno incontrato la stampa internazionale per fare il punto della situazione sullo stato dei negoziati e identificare i blocchi persistenti nel dolorosamente lento processo del ‘consensus building’ – la ricerca dell’accordo universale tra le Parti.

Le posizioni saudite rimangono quelle più ostiche da superare nel processo di raggiungimento di compromessi negoziali. “Sono il motivo per cui non abbiamo un voto a supermaggioranza”, ha ricordato Alden Meyer (Senior Associate, E3G), sottolineando inoltre come l’Arabia Saudita abbia protetto i suoi interessi nazionali a scapito del progresso internazionale dell’azione climatica sin dagli albori della Convenzione Quadro nel 1995. Sembrerebbe che solo una “immensa pressione geopolitica, più che il raggiungimento di un compromesso” possa scuotere le posizioni saudite nei negoziati sul GST e MWP.

Saranno importante da monitorare anche i contatti bilaterali russo-emiratini, i quali – secondo Lisa Fischer (Program Lead, E3G) – saranno chiave nel determinare il dinamismo negoziale nei ‘pacchetti’ testuali sui temi di ‘fossil fuel phase out’ e giusta transizione. A chapeau di questa dinamica sarà proprio il testo sul GST, il quale – data la sua funzione di connessione dei vari temi affrontati sui tavoli negoziali e il ruolo di de facto ‘Cover Decision’ di questa COP – rappresenterà il campo di battaglia principale di queste ultime 48 ore di negoziati.

Giacomo Di Capua

In corrispondenza da Dubai (EAU)

Day 10: Natura, Uso del Territorio e Oceani

Aggiornamenti in arrivo.

Day 9: Gioventù, Bambini, Educazione e Competenze

15:00 GST – Conferenza stampa UE: “Guidiamo il progresso, ma gli altri seguono?”

Photo credits: UNFCCC (2023).

Durante la conferenza stampa pomeridiana congiunta della Commissione e del Parlamento Europeo, il Commissario Europeo per il Clima Wophe Hoekstra e il capogruppo della delegazione europarlamentare Peter Liese hanno presentato le ambizioni e le frustrazioni dei negoziatori UE sui tavoli negoziali.

In un’atmosfera di tangibile tensione tra i due portavoce europei, si è parlato della ferma determinazione a raggiungere un testo “ambizioso” sul GST – un testo che includa non solo un picco delle emissioni climalteranti entro il 2025 ma anche un esplicito requisito ad allineare le prossime iterazioni di NDC con l’obiettivo di Parigi del 1.5ºC. Liese ha definito tale posizione come con la perifrasi di “impegni multilaterali per una mitigazione rapida, profonda e sostenuta.”

Tale posizione, abbinata a quello che è stato definito un “approccio proattivo” comunitario verso l’istituzionalizzazione del fondo sulle Perdite e Danni nella decisione adottata nel primo giorno di COP, svolge una funzione legittimante per l’EU con le Parti del Sud Globale in un contesto di forte insoddisfazione per il mancato raggiungimento della mobilitazione finanziaria promessa nel GGA, ha rilevato il Commissario Europeo.

Si è inoltre difeso il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) in quanto “integrale” al raggiungimento degli obiettivi codificati nel Green Deal europeo. Come ha sintetizzato Liese: “destroying the CBMA is destroying much more”.

Giacomo Di Capua

In corrispondenza da Dubai (EAU)

11:00 GST – Plenaria COP28/CMA5/CMP18: Annunciati gli ‘accompiamenti ministeriali’ che guideranno i negoziati politici della seconda settimana

NOVEMBER 30: His Excellency Dr. Sultan Al Jaber, COP28 President (L5), and participants applaud at the UNFCCC Formal Opening of COP28 during the UN Climate Change Conference COP28 at Expo City Dubai on November 30, 2023, in Dubai, United Arab Emirates. (Photo by COP28 / Christopher Pike)

Durante la sessione plenaria della mattina del 8 Dicembre 2023, sono stati annunciate le coppie di Ministri tra le Parti contraenti della Convenzione Quadro che guideranno i lavori nei tavoli dei testi ancora aperti a negoziati.

GST: Barbara Creecy (Sudafrica) and Dan Jørgensen (Danimarca)
MWP: Grace Fu (Singapore) and Espen Barth-Eide (Norvegia)
GGA: Maisa Rojas (Cile) and Jennifer McAllister (Australia)
Finanza Climatica: Yasmin Fouad (Egitto) and Steven Guilbeault (Canada)

In merito alle modalità procedurali dei negoziati per questa settimana, Il Presidente di questa sessione di COP, Sultan al-Jaber, ha comunicato l’intenzione di continuare i lavori di questa Conferenza con un binomio di consultazioni tecniche affiancate da una “leadership politica”. Inoltre, il contestato amministratore delegato e politico ha annunciato la decisione di utilizzare una nuova modalità di confronto e consultazione tra le parti, i “Majils” (‘consiglio’ in Arabo), per tentare di rompere gli stalli nei testi in discussione. La prima sessione verrà convocata nella giornata del 10 dicembre per testare la volontà politica della comunità internazionale ed il livello di ambizione tra i ranghi dei gruppi negoziali.

Giacomo Di Capua

In corrispondenza da Dubai (EAU)

Questa pagina è in continuo aggiornamento. Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2023, 12:29 GST

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